Rùsele

Rùsele s.m. = Geloni

Alterazione della pelle dovuta al freddo umido; si presenta con chiazze bluastre o rosse che si trasformano in rilievi pruriginosi e ulcerazioni dolorose.

Perché venivano i geloni? Perché in casa un solo braciere non riscaldava bene gli ambienti: noi avevamo due stanze comunicanti al piano terra, eravamo di ceto medio perché papà era fabbro-artigano e si poteva permettere due stanze, ma forse non due bracieri.

Era credenza diffusa che per liberarsi dei geloni, si dovesse bussare all’uscio di qualche ignaro paesano, e quando costui dall’interno chiedeva. “Chi jì?” = Chi è?, si dovesse rispondere a voce alta: I rùsele a càste = I geloni a casa tua!

Dopo di che, terminato il rito, era obbligatorio scappare per evitare l’ascolto dell’immancabile ‘ghiachivemùrte!.

Ricordo anche un’orribile pratica per guarire i piedi colpiti dai geloni. Abbondante pipì sulle parti doloranti.

Può sembrare una sciocchezza, ma l’acido urico e l’ammoniaca contenuti nelle urine danno sollievo ai geloni e anche alle ustione delle lardichelle.

Scazzamurjille

Scazzamurjille s.m. = Gnomo

Dispettoso folletto domestico.

Nella credenza popolare costui di notte di pone sullo stomaco del dormiente e lo opprime, divertendosi.

Se il malcapitato riesce a rubargli il copricapo, il folletto piange e ne implora la restituzione.

In cambio è disposto a dare un bel po’ di monete d’oro.

Quelli che ci sono riusciti…sono rimasti ovviamente anonimi.

Io credo che il peso sullo stomaco era causato dal piattone di erbe campestri cucinate con abbondante aglio soffritto.

In Abruzzo è chiamato Mazzamurièllo, ed ha gli stessi attegiamenti di quello pugliese,

Cuccuésce

Cuccuésce s.f. = Civetta

La Civetta (Athene noctua) è un uccello notturno, predatore, capo piuttosto grosso, becco adunco, grandi occhi frontali.

I superstiziosi sono certi che la sua presenza nei paraggi di una casa preannuncia la morte di un suo abitante.

Ho notato anche al cimitero qualche civetta scolpita su un paio di tombe ottocentesche. Forse era qualcosa di più di una superstizione.

Da piccolo ho assistito atterrito alla fine di una povero uccello, posatosi per sua sventura sul cancello di una masseria, sbrindellato da una fucilata del proprietario. I cani hanno fatto il resto.

Come aggettivo definisce una donna non di bell’aspetto.

In italiano invece, civetta designa una donna leggera, che ama farsi corteggiare attraendo ammiratori con atti per lo più leziosi e forzati. Questo rapace era adoperati dai cacciatori come richiamo per i passeracei, incantati irresistibilmente dal suo modo di muoversi e di ammiccare.

Ariatüre

Ariatüre s.f. = Boria

Darsi delle arie, mostrare alterigia, boria, albagia, spocchia.

I Napoletani simpaticamente dicono che uno “si spara delle pose”.

Guarde a jìsse accüme ce dé l’ariatüre = Guardate lui come si dà delle arie!

Tuttavia il termine ha una valenza scherzosa.

Se si potesse dire in italiano sarebbe “ariatura”…comunque deriva da aria, arie.

Zingramjinte

Zingramjinte s.m. = Pettegolezzo, situazioni intricate

Una specie di gossip molto più feroce e con risvolti gravi.

Riportare discorsi da pettegole, aggiungendo altri particolari di fantasia,fino a sfiorare il reato di calunnia.

Le comari che si prestano a questa pratica sono dette “zingare” ma certamente non nel senso di persona girovaga, incline o soggetta a continui cambiamenti di sede.

Tó si böne şkitte a fé zingramjinte, Vattì, zingra-zì! M’ha fatte trué jind’a ‘nu marambrugghje! = Tu sei capace solo a creare imbrogli. Vattene pettegola-pette’! Mi hai fatto trovare in una situazione intricata!