Onne

Onne s.f. = Onda

Oscillazione di una massa d’acqua che si alza e si abbassa al di sopra e al di sotto del livello di quiete per l’azione del vento.

Quando l’oscillazione è più intensa, in italiano si dice al plurale i cavalloni o i marosi.

In dialetto l’onne so’ jèrte = Le onde sono alte.

Ombre

Ombre s.f. = Ombra, fantasma

1) Ombra nel senso di frescura è un termine piuttosto recente. Me so’ misse all’ombre = Mi sono messo all’ombra. Fino agli anni ’60 si diceva: me so’ misse au frişche (al fresco);

2) Ombra nel senso di spettro, fantasma, spirito. Nen passéte da llà ca jèsse l’ombre! = Non passate da lì, perché compare il fantasma

Ògne

Ògne s.f e cong. = Unghia, ogni

1 Ogne s.f. = Unghia: formazione cornea laminare che riveste l’estremità dorsale delle dita di numerosi anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, con funzione di difesa e offesa.
Quelle delle donne dall’età di 15 anni e fino alla vecchiaia, sono perennemente coperte da uno strato di vernice variamente colorata (l’ògne appettéte). Coloro, stranamente, credono di sembrare più attraenti, anche se le unghie sembrano artigli quando sono dipinte con lo smalto nero.
Qualcuna con un po’ di buonsenso le dipinge con lo smalto trasparente per lasciare il colore naturale. Nessuno se ne accorge, ma hanno lo stesso la copertura artificiale.

2 Ogne agg. = Ogni. Ecco con vari esempi, alcuni significati sia in lingua, sia in dialetto:

-Ogne cuccuésce jì bèlle p’a mamme = ciascuna civetta è bella per sua madre (nonostante la sua bruttezza)
-A ogne möde = comunque
-Ogne-e- jùrne = Ogni giorno, sempre
-Ogne-e-tànde = Ogni tanto, talvolta.
-Ognüne-ognüne = Ognuno, ciascuno, tutti.

Derrótte

Derrótte s.m. = Rutto

Emissione, attraverso la bocca, di gas o aria provenienti dallo stomaco.

La formazione di gas all’interno dello stomaco avviene se si mangia avidamente: assieme al cibo scende anche dell’aria, e questa tende a risalire attraverso l’esofago.

Le persone senza contegno li lanciano rumorosamente.

Una volta un Professore, mentre si avvicinava all’aula designatagli per la sua ora di lezione, udì un rutto fragoroso provenire dall’interno della stessa.

Senza scomporsi, appena entrato in classe, sentenzio: Quisti derrótte, ind’i paiüse d’ i pùrche, ce chiàmene suspüre! = Questi rutti, nel paese dei porci, si chiamano sospiri.

Nel territorio dei Beduini i rutti sono considerati un sonoro apprezzamento del cibo mangiato. Sono attesi con ansia dalla brava massaia o da colui che ti ha ospitato. Perciò, se andate là, e siete invitato a cena, sforzatevi di accontentare la padrona di casa, o meglio della tenda. Più è sonoro, e più è largo il suo sorriso….Mi viene a mente, a questo proposito, un esilarante articolo dello scrittore-giornalista Vittorio G.Rossi.

Da noi sono accettati un sorriso solo quelli emessi dai neonati dopo la poppata.

Dammàgge

Dammàgge s.m. = Danno

Perdita di integrità o di funzionalità causata da qlcu o qlco. Quelli per esempio alla vettura a seguito di uno scontro.

Uagnü’, stateve cujöte, nen facjüte dammagge = Bambini, statevi quieti, non fate danni.

Parola francese dommage dello stesso significato.